Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina podestate, la somma sapïenza e 'l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno duro. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate.
Queste parole di colore oscuro vidi scritte al sommo d'una porta; per ch'io: «Maestro, il senso lor m'è duro». Ed elli a me, come persona accorta: «Qui si convien lasciar ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta.
Noi siam venuti al luogo de' dolorosi, a la perduta città d'ogne gioia; qui è la bufera che mai non resta, ma tempesta sempre, che 'l ciel pe' venti 'nfiata, e gira e turba le facce e le smisurate membra di quei che qui son posti; e chi quivi entra perde la speranza di tornar su per vivere tra 'l bel mondo».
E io a lui: «Maestro, chi sono quei che gridan sì? e perchè si lamentan? e chi è quel cornuto a cui ciascun tuffo fa guerra? e che avversi son quei di sotto al seggio?» Ed elli a me: «Quel che tu vedi, è quella gente ch'al presente stato non ha parte; non sono mai rimossi da loro lor disdegno e lor dispregio; il dolce oblio si fece lor nome.»
E come quei che le insegne ascolta, e poi voltandosi piange, e poi sospira, cosí feci io, e le ciglia piegai; e 'l maestro mio, che vide il mio pianto, disse: «Perché ti lagni? perché ti dogli? è cosa che t'ancide e tu non vedi?».
Poi ch'io ebbi a lui detto e fatto atto, tornò la mente mia a quella parte dov'era il suon che avvien di quelle persone; e vidi gente che piangendo e urlando correva, e non potea stancarsi mai, e portavano certe insegne e simili a sieve; e fui attento a fuor della banda destra venirne uno che pareva un giovane, e avea scritto: "Io fui cotanto vile, ch'io non volli esser segno d'alcuna parte."
E qui vidi gente lamentar, ch'a veder quella lingua avea paura; e furon questi i detti e 'l nome loro: gli animi che amarono solo il present piacere, e non vollero mai farsi giusti o empî, ma furon sempre di mezzo a ciascuna via; e giù giù vanno per l'acqua e per la ripa, e il pianto lor va mischiato a giuochi d'ombre.
E qual è quel che, tutto affannato e bianco, giù per la ripa scende e su le spalle porta lo strazio? ed ecco apparirsi il vecchio che avea in mano un remo, e gridava: «A man d'esser pronto!»; e alla ripa tutti presero a correr, e Charon montò sul suo banco, e diede in fuga le anime che venian troppo lente.
«Anime prave, venite a me, venite!» dicea il traghettator lucente, e con voce dura chiamava gli sventurati. Ed io, guardando, vidi le ombre, tutte strette e composte, venir a lui con maggior fretta che gli altri, e piangendo e battendo il petto, urlavan: «Perché ci porti tu così? dov'è pietà?».
Poi che fummo presso a quel punto, ch'oda 'l boato della bufera facea gran romore, e 'l clo' di quella porta parve aprirsi, e noi vedemmo lontano ilçantare: e il maestro mio, che avea in voce muta, disse: «Ascolta, e guarda, e non ti torcer»; ed io posi mente e l'anima piana.