La Divina Commedia — Paradiso, Canto I

Dante Alighieri

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La gloria di colui che tutto move per l'universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove.

Nelle sue vaste braccia l'amor si spande; lo stato secondo e 'l primo e 'l terzo, ch'io canto, son in quel che tutto e quel ch'è distant prende.

O bene e onor che sempre mi piagaste! O luce gentil che sì di voi mi fuggiste, e tanto perdeste!

Non perchè le cose vostre altrui dispiacea m'aveste da voi; ma perchè la vista mia fu cieca allora e pur desto avea?

Oh quanto è dolorosa questa vita che, quando più si cerca, men si trova! E come spesso il bene a mal ci invita!

Beatrice mi mové, poi ch'io mi loda com'io avea fatto il primo passo verso l'altezza che di lui si gode.

Ella pareva emergere tra le genti come dal suo seggio; e parvemi ch'abbia in coscienza più che pria lucenti.

Quivi vid'io le carole e le schiere di beati spirti, e 'l suon che tutto muove facea tremar la cerchia de le sfere.