I nuovi principati si acquistano o con le armi proprie e la virtù, o con le armi altrui e la fortuna. Quelli che con le armi e la virtù propri si acquistano, sono quelli che per loro valore acquistan di nuovo; e chi per virtù gli acquista, conserva; e chi gli acquista per fortuna, perde. Perchè quando si faccia tutto per virtù, si ha sempre di che riparare, quando si viene oppresso; e la fortuna è causa di tante cose, che, quando essa fugge, chi non ha fondamento nelle sue proprie case, non può resistere.
È da sapere che vi sono due modi di combattere: con le leggi, e con le armi; le leggi sono proprie dello stato civile; le armi sono proprie dello stato militare. Quelli che, senza avere armi, si valgono di leggi e di negozi, perdono in breve; perchè la fortuna è sì mutabile che li abbandona e non li può difendere. Però chi vuole mantenersi ben consolidato fra que' popoli, ha mestieri di armi proprie e virtuose; e chi si regge con quelle altrui, teneramente si tiene, e facilmente cade.
È opinione corrente ch'io adunque dica quel che dicono gli altri; ma io, volendo parlare più chiaramente, dichiaro che chi si fonda sopra la buona virtù delle soldatesche proprie, è sicuro; e chi si fonda sopra la fortuna e sulle armi altrui, è instabile, e non tiene. Questa mia dottrina è sperimentata dalle cose che si sono fatte, e mostra che i popoli o i principati sì acquistati per arma propria sono saldi e stabili; e quelli che per le altrui armi sono acquistati, non mantengono la condizione.
E perché voglio mostrare chiaro esempio, riprendo alla memoria le cose di que' tempi. Cesare acquistò il principato per la sua armata, e da essa fu mantenuto; e quando cadde la sua fortuna e la soldatesca gli mancò, venne meno il suo dominio. Alexandro Magno con la sua virtù e armi propri assolse grandi imprese e acquisti; e chi di quel modo acquista, si fortifica con le sue stesse forze; onde facilmente dà animo ai suoi partigiani e paura ai nemici.
Perciò, principe nuovo, se vuoi mantenere il principato che hai acquistato per mezzo dell'arme tue, devi sapere ben reggere e governare le tue armi; e non puoi mantenerti salvo se non hai l'arte militare e la scienza di condurre gli eserciti. Le armi proprie son buone, e danno credito e amore ai soldati; le armi altrui danno dispregio ed odio; e quando si arrivi a bisogna, ti lasciano.