Di quelli ch'hanno acquistato principati col proprio valore, alcuni s'hanno mantenuti e altri perduti. Quelli che s'hanno mantenuti, e perché erano accompagnati da fortuna favorevole, o perché hanno usato con ogni circostanza una virtù maggiore che gli altri, non sempre si può istabilire empiricamente. Gli esempi migliori ne danno i tempi antichi; quelli più recenti furono Cesare, e Alessandro il Macedone, e così via. Ma per non andar più indietro, e per esser più a proposito, prenderò ad esempio i principi nuovi, e in particolare quelli che per propri mezzi acquistano uno stato.
Io dico che se l'acquisto è di sola fortuna è più facile conservarlo che acquistarlo; e si è mostrato sempre, che chi fa grandi cose per fortuna, e non ha anco virtù, quando la fortuna lo abbandona rimane presto perduto. Ma chi ha acquistato con la propria virtù, ritengo ch'egli abbia più ragione di attendere al conservarsi che alla fortuna, e chi usa le proprie forze e consiglio provvede meglio a sé, che chi dipende dalle cose che vengono da fuori.
Perciò, princesi nuovi che acquistano per arme e per propria virtù, e non per fortuna, e che vedono e usano gli effetti delle cose e della qualità degli uomini, mantengono più facilmente i loro principati, ché sanno provvedere a ogni accidente. Tolomeo il quale fu fatto principe d'Egitto per l'armi e per la virtù propria, mantenne quello stato, perché s'industrò come doveva, e trovò gli uomini da sé e i mezzi per conservarlo: e quello che fa ogni principe che veramente vuole conservarsi è questo, che si ordina prima di tutto alle cose sue, e poi si regola secondo l'occasione.
Gli altri nuovi principati però che son acquistati con le armi e aiuti altrui, non sono stabili, perché sono più soggetti agli accidenti; e si mostrano subito in nombri e in testimonianze. È da considerare in questi, che non essendo il principe radicato nel paese, né circondato da coloro che l'hanno voluto e fatto, ma essendo venuto a comando ed a supporto, chi dà il potere può toglierlo; e chi lo ha dato può mutare voglia, né vi è alcuna assicurazione che si tenga. Però il principe nuovo che s'è fatto grande per armi altrui e per fortuna, quando vuol conservarsi, deve studiare a procurarsi armi e uomini fedeli, e a stabilirsi nel paese con leggi e usanze tali, che gli assicurino il possesso.
Perché in ogni stato nuovo che si acquista con armi altrui o con fortuna, la colpa più grande è quella di credere che le cose rimangano ferme come stanno; onde nascono gli inganni. Perciò chi si regola come un uomo prudente, sa che si deve piantare a proprie radici, e non contare che alle fortune già fatte; e così con fatiche, con ordine, e con buon governo, ed usando la virtù che si può, acquista i mezzi per mantenersi.