Tutti i principati sono o stati di repubbliche, o di monarchie. Le repubbliche sono tenute con le istituzioni dei cittadini; i principati, con le armi, la fortuna e le virtù del principe; e la qualità di questi principati si conosce da tre cose, cioè dalle armi, dalla fortuna, dalla virtù. I principati ereditarii si mantengono più facilmente, perciocché il popolo è abituato a vivere sotto quella famiglia; e perciò vi è ben poca differenza fra vivere sotto un buon principe e sotto un cattivo, perciocché gli usi e i costumi son prestabiliti. Ma i principati nuovi nascono o per la fortuna, o per virtù; e quelli che per fortuna si acquistano, hanno bisogno di mezzi forti per conservarsi, e quelli acquistati per virtù, avendo le loro radici nella buona virtù del principato, si possono mantenere più facilmente, purché il principe si sappia accordare alla contingenza delle cose.
È da notare che i principati nuovi o si acquistano col proprio sangue, o con le armi e la virtù altrui. Quelli che si acquistano col sangue e con famiglie forti, hanno più facile stabilità; perché il popolo spesso si fa alla nuova signoria quando è della stessa nazione e famiglia, e soprattutto quando non vi è mutamento delle leggi e delle tasse. Ma quando il principe nuovo viene coll'armi e con l'aiuto d'altri, occorre che egli adoperi saggiamente le proprie forze, e sappia chi usare e come; perché gli amici ai quali s'affida possono esser soggetti a mutare, e allora il principe resta senza base.
I nuovi principati, quando s'acquistano per le armi e per la fortuna altrui, quasi sempre prima giovano al principe e poi lo rovinano; perché colui che fa appoggio alla tua fortuna ti dà aiuto per il momento, ma non ti rende stabile dove manchi d'armi proprie e di virtù. Perciò il principe che si fonda su altro che sul proprio valore e sulla propria forza è soggetto a cadere, quando la fortuna volta il suo favore. Perciò chi vuol mantenere il nuovo principato deve o restaurare le leggi e l'uso di quelle terre, o distruggerle; e quando queste non si possono riformare, bisogna abbatterle; perché se si lasciano le città o le famiglie con gli stessi ordini e leggi, conspireranno sempre per riacquistare la libertà propria.