Il Principe

Niccolò Machiavelli

Original language · as published

I principi ereditarii, quand'anche siano in cattiva condizione, hanno sempre maggior facilità a conservarsi, perché l'animo degli uomini è portato più volontieri a conservar le cose antiche, ridotte a certe leggi, che non a ribellarsi per cambiare; e però il principe nuovo che subentra in una principauté ereditària ha meno difficoltà a sostenersi che non quello che soggiunge per nuovo acquisto. Le ragioni sono manifeste: primo, perché il popolo con l'uso è assuefatto al nome de' principi; secondo, perché le case, la nobiltà, avendo uffizii, privanze e terre, sono di natura favorevoli ai loro discendenti; terzo, perché le leggi antiche restano; quarto, perché le persone private, che avevano avuto abuso e preminenza, perseverano nelle medesime; quinto, perché quando il principe è stato lungo tempo, la fazione de' comuni è disfatta; sesto, perché il sangue antico è tenuto per abbondante ragione di rispetto, e tutto ciò che è antico si reputa più sicuro e stabile.

Perciò il principe ereditario non ha bisogno di abilità straordinarie né di gran cautela per conservare lo Stato; e se ei si mantiene con qualunque esercizio della sua autorità, è perché la consuetudine e l'abitudine rendono lo Stato più facilmente stabile. Però se egli è vizioso e dispotico, allora può trovarsi in pericolo, non perché lo stato sia facile a rovesciarsi, ma perché le sue misfatte lo ruineranno; e quando un principe ereditario va tirannicamente governando, le sue calamità vengono più dall'odio che gli suscita la sua condotta che non dalle difficoltà dello stato stesso.

I principati nuovi, al contrario, hanno molte più difficoltà a conservarsi: e ciò avviene non solo perché sono nuovi luoghi e nuovi costumi da stabilire, ma perché il principe nuovo è generalmente costretto a mutare l'ordine delle cose, e ogni mutazione suscita inimicizie. Perché chi vive bene per lo stato antico e frequenta gli onori e i privilegi, non vuol essere oppresso da chi viene a mutare il suo stato. Del pari, nei principati nuovi vi sono sempre sudditi che desiderano ricuperare il loro antico stato, ed altri che con la novità si possono commuovere ad ambiziosa speranza; onde il nuovo principe si trova ad essere circondato da nemici e da tristi consiglieri.

Quanto ai modi di acquistare i principati nuovi, sono due: o per fortuna e per chiamiamola così, per eventi e favore degli uomini, o per virtù propria e per buone azioni. Chi acquista per fortuna e non per propria abilità, se bene al principio possiede lo stato, poi, per mancanza d'esperienza, può perderlo alla prima difficoltà. Ma chi acquista per sua virtù, il più delle volte sa provvedere alle necessità e saprà conservarsi, perché egli capisce come si debba reggere lo stato, e ha già abitudine di esercitare il comando e le armi.

Ne' principati nuovi ce n'è ancora uno modo che è per officio altrui, e quello può esser per fortuna o per ingegnosa astuzia; ma più generalmente chi acquista per mezzo di altrui favori, sarà soggetto alla volontà di coloro che l'hanno fatto principe. Perciò i principi soggiacenti a potenze straniere difficilmente possono reggersi, e se si mantengono, è perché hanno grande abilità e buona sorte; e da ciò si vede come i nuovi principati abbiano sempre bisogno di forti accorgimenti, e di fare grande uso d'armi proprie, perché senza buone forze e buoni consiglieri non possono mantenersi a lungo.