Tutti gli stati, tutte le dominazioni che hanno avuto e hanno imperio sugli uomini, son stati e son o repubbliche, o principati. I principati sono o ereditarj, o nuovi. Quelli che sono ereditarj, e' mantenuti facilmente, quando le famiglie e' loro principati hanno lungamente posseduto le cose sotto un modo; e perché i sudditi, col consueto, si rassegnano volentieri alla famiglia che già conoscono, e trovano minor disgusto a essere governati da quelli che governarono i loro padri. E' non è altresì da molto maravigliarsi se ciò avviene: perché gli uomini, come si è veduto, vogliono essere rassicurati, e sono più guidati dal presente che dall'avvenire; per che, quando le cose non mutano subito, non se ne avvedono, e, avendo goduto lungo tempo il privato vantaggio loro, ben sopportano essi l'infelicità pubblica, purché quella privata non la tocchi. Così i principati ereditarii, per la loro costumanza, rimanendo sempre sotto un medesimo nome, restano stabiliti con minore fatica e con minor bisogna di maggior difesa.
I principati nuovi, o che si acquistano con le armi proprie e con virtù, come fece Roma prima della sua grandezza, o con le armi altrui e con la fortuna, come fece Cesare Borgia; o per delitto e con la vile maniera, come si fece in molte parti; oppure con leggi nuove e con ordini nuovi, come si fecero i dominj degli uomini facilissimi, hanno vari modi ed occupano molte vie. Tuttavia, quando uno acquista uno stato con le armi e con la virtù proprie, può conservarlo; e chi lo acquista con armi altrui, e con la fortuna, non lo può mantenere a lungo. Perciò, coloro che son fatti signori con le armi di altri, e per fortuna, dipendono più dalla benevolenza di chi li ha fatti che non dalla loro propria forza; e siccome quasi sempre tali benefattori volgono in odio chi dipende da loro, e specialmente se quelli trovano che il nuovo padrone abbia volti gli affari suoi a proprio vantaggio, o che sia incapace di governare, seguono la disgrazia e la perdita. Così Balia e molti altri principi hanno poscia perduto ciò ch'ebber acquistato per la fortuna; e così quasi sempre succede.
Le guerre e le conquiste si mantengono agevolmente quando i signori stabiliscono nuove leggi e nuovi ordini, e fanno nuove forme di governo; però il sommo pericolo a chi comincia a regnare è di volere mutare le leggi e gli usi antichi, perché gli uomini sono custodi delle antiche consuetudini, e la memoria del passato e l'amore delle antiche istituzioni li rende malcontenti di nuovi ordinamenti. Perciò quelli che vogliono mutar le cosse lo fanno, o con violenza e sopraffazione, o con prudenza e avvedutezza; e san cauti che la rivoluzione non sia, se non dopo aver già fatto tutte quelle cose che possano rendere solida la loro posizione. E seguendo queste vie, alcuni principi antichi ressero a lungo, e altri caddero tosto; sì che la varietà dei modi, e la fortuna che coopera con la virtù, mostrano che non vi è regola fissa a quel che succede tra gli uomini.