I Canti
Giacomo Leopardi
English title: Canti
Original text: Project Gutenberg · Project Gutenberg ebook #55236: I Canti (Italian) (Lectio bundled import)
Reference: Italian — Wikibooks — Community-maintained, CC BY-SA.
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I.
ALL'ITALIA.
O patria mia, vedo le mura e gli archi E le colonne e i simulacri e l'erme Torri…
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive, Mai non potrebbe il pianto Adeguarsi al tuo danno ed…
Dove sono i tuoi figli? Odo suon d'armi E di carri e di voci e di timballi: In…
Oh venturose e care e benedette L'antiche età, che a morte Per la patria correan le genti a…
E di lacrime sparso ambe lo guance, E il petto ansante, e vacillante il piede, Toglieasi in man…
Ma non senza de' Persi orrida pena Ed immortale angoscia. Come lion di tori entro una mandra Or…
Prima divelte, in mar precipitando, Spente nell'imo strideran le stelle. Che la memoria e il vostro Amor trascorra…
II.
SOPRA IL MONUMENTO DI DANTE CHE SI PREPARAVA IN FIRENZE.
Perchè le nostre genti Pace sotto le bianche ali raccolga. Non fìen da' lacci sciolte Dell'antico sopor l'itale…
D'aria e d'ingegno e di parlar diverso Per lo toscano suol cercando gia L'ospite desioso Dove giaccia colui…
Bell'opra hai tolta e di che amor ti rende, Schiera prode e cortese, Qualunque petto amor d'Italia accende.
Amor d'Italia, o cari, Amor di questa misera vi sproni, Vèr cui pietade è morta In ogni petto…
Voi spirerà l'altissimo subbietto, Ed acri punte premeravvi al seno. Chi dirà l'onda e il turbo Del furor…
Ecco voglioso anch'io Ad onorar nostra dolente madre Porto quel che mi lice, E mesco all'opra vostra il…
Ma non per te; per questa ti rallegri Povera patria tua, s'unqua l'esempio Degli avi e de' parenti…
Beato te che il fato A viver non dannò fra tanto orrore; Che non vedesti in braccio L'itala…
L'asta inimica e il peregrin furore; Non degl'itali ingegni Tratte l'opre divine a miseranda Schiavitude oltre l'alpe, e…
Perchè venimmo a sì perversi tempi? Perchè il nascer ne desti o perchè prima Non ne desti il…
Padre, se non ti sdegni, Mutato sei da quel che fosti in terra. Morian per le rutene Squallide…
Di lor querela il boreal deserto E conscie fur lo sibilanti selve. Così vennero al passo, E i…
Di voi già non si lagna La patria vostra, ma di chi vi spinse A pugnar contra lei,…
In eterno perimmo? e il nostro scorno Non ha verun confine? Io mentre viva andrò sclamando intorno: Volgiti…
III.
AD ANGELO MAI.
QUAND'EBBE TROVATO I LIBRI DI CICERONE DELLA REPUBBLICA.
Italo ardito, a che giammai non posi Di svegliar dalle tombe I nostri padri? ed a parlar gli…
Certo senza de' numi alto consiglio Non è ch' ove più lento E grave è il nostro disperato…
Di noi serbate, o gloriosi, ancora Qualche speranza? in tutto Non siam periti? A voi forse il futuro…
Bennato ingegno, or quando altrui non cale De' nostri alti parenti, A te ne caglia, a te cui…
Eran calde le tue ceneri sante, Non dòmito nemico Della fortuna, al cui sdegno e dolore Fu più…
Ma tua vita era allor con gli astri e il mare, Ligure ardita prole, Quand'oltre alle colonne, ed…
Nostri sogni leggiadri ove son giti Dell'ignoto ricetto D'ignoti abitatori, o del diurno Degli astri albergo, e del…
Nascevi ai dolci sogni intanto, e il primo Sole splendeati in vista, Cantor vago dell'arme e degli amori,…
O Torquato, o Torquato, a noi l'eccelsa Tua mente allora, il pianto A te, non altro, preparava il…
Torna torna fra noi, sorgi dal muto E sconsolato avello, Se d'angoscia sei vago, o miserando Esemplo di…
Da te fino a quest'ora uom non è sorto. O sventurato ingegno, Pari all'italo nome, altro ch'un solo,…
Disdegnando e fremendo, immacolata Trasse la vita intera, E morte lo scampò dal veder peggio. Vittorio mio, questa…
IV.
NELLE NOZZE DELLA SORELLA PAOLINA.
Poi che del patrio nido I silenzi lasciando, e le beate Larve e l'antico error, celeste dono, Ch'abbella…
O miseri o codardi Figliuoli avrai. Miseri eleggi. Immenso Tra fortuna e valor dissidio pose Il corrotto costume.…
Donne, da voi non poco La patria aspetta; e non in danno e scorno Dell'umana progenie al dolce…
Ad atti egregi è sprone Amor, chi ben l'estima, e d'alto affetto Maestra è la beltà. D'amor digiuna…
Madri d'imbelle prole V'incresca esser nomate. I danni e il pianto Della virtude a tollerar s'avvezzi La stirpe…
Virginia, a te la molle Gota molcea con le celesti dita Beltade onnipossente, e degli alteri Disdegni tuoi…
O generosa, ancora Che più bello a' tuoi dì splendesse il sole Ch'oggi non fa, pur consolata e…
V.
A UN VINCITORE NEL PALLONE.
Di gloria il viso e la gioconda voce, Garzon bennato, apprendi, E quanto al femminile ozio sovrasti La…
Del barbarico sangue in Maratona Non colorò la destra Quei che gli atleti ignudi e il campo eleo,…
Vano dirai quel che disserra e scote Della virtù nativa Le riposte faville? e che del fioco Spirto…
Tempo forse verrà ch'alle ruine Delle italiche moli Insultino gli armenti, e che l'aratro Sentano i sette colli;…
Alla patria infelice, o buon garzone. Sopravviver ti doglia Chiaro per lei stato saresti allora Che del serto…
VI.
BRUTO MINORE.
Poi che divelta, nella tracia[5] polve Giacque ruina immensa L'italica virtute, onde alle valli D'Esperia verde, e al…
Stolta virtù, le cave nebbie, i campi Dell'inquiete larve Son le tue scole, e ti si volge a…
Preme il destino invitto e la ferrata Necessità gl'infermi Schiavi di morte: e se a cessar non vale…
Spiace agli Dei chi violento irrompe Nel Tartaro. Non fora Tanto valor ne' molli eterni petti. Forse i…
Di colpa ignare e de' lor proprii danni Le fortunate belve Serena adduce al non previsto passo La…
E tu dal mar cui nostro sangue irriga, Candida luna, sorgi, E l'inquieta notte e la funesta All'ausonio…
Ecco tra nudi sassi o in verde ramo E la fera e l'augello, Del consueto obblio gravido il…
Non io d'Olimpo o di Cocito i sordi Regi, o la terra indegna, E non la notte moribondo…
VII.
ALLA PRIMAVERA, O DELLE FAVOLE ANTICHE.
Perchè i celesti danni Ristori il sole, e perchè l'aure inferme Zefiro avvivi, onde fugata e sparta Delle…
Vivi tu, vivi, o santa Natura? vivi e il dissueto orecchio Della materna voce il suono accoglie? Già…
Vissero i fiori e l'erbe Vissero i boschi un dì. Conscie le molli Aure, le nubi e la…
Nè dell'umano affanno, Rigide balze, i luttuosi accenti Voi negletti ferìr mentre le vostre Paurose latebre Eco solinga,…
Ma non cognato al nostro Il gener tuo; quelle tue varie note Dolor non forma, e te di…
VIII.
INNO AI PATRIARCHI. O DE' PRINCIPII DEL GENERE UMANO.
E voi de' figli dolorosi il canto. Voi dell'umana prole incliti padri. Lodando ridirà; molto all'eterno Degli astri…
Tu primo il giorno, e le purpuree faci Delle rotanti sfere, e la novella Prole de' campi, o…
E tu dall'etra infesto e dal mugghiante Su i nubiferi gioghi equoreo flutto Scampi l'iniquo germe, o tu…
Or te, padre de' pii, te giusto e forte, E di tuo seme i generosi alunni Medita il…
Fu certo, fu (nè d'error vano e d'ombra L'aonio canto e della fama il grido Pasco l'avida plebe)…
Tal fra le vaste californie selve Nasce beata prole, a cui non sugge Pallida cura il petto, a…
IX.
ULTIMO CANTO DI SAFFO.
Placida notte, e verecondo raggio Della cadente luna; e tu che spunti Fra la tacita selva in su…
Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella Sei tu, rorida terra. Ahi di cotesta Infinita beltà…
Qual fallo mai, qual sì nefando eccesso Macchiommi anzi il natale, onde sì torvo Il ciel mi fosse…
Morremo. Il velo indegno a terra sparto. Rifuggirà l'ignudo animo a Dite, E il crudo fallo emenderà del…
X.
IL PRIMO AMORE.
Tornami a mente il dì che la battaglia D'amor sentii la prima volta, e dissi: Oimè, se quest'è…
Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi, Io mirava colei ch'a questo core Primiera il varco…
Ahi come mal mi governasti, amore! Perchè seco dovea sì dolce affetto Recar tanto desio, tanto dolore?
E non sereno, e non intero e schietto, Anzi pien di travaglio e di lamento Al cor mi…
Dimmi, tenero core, or che spavento, Che angoscia era la tua fra quel pensiero Presso al qual t'era…
Quel pensier che nel dì, che lusinghiero Ti si offeriva nella notte, quando Tutto queto parea nell'emisfero:
Tu inquieto, e felice e miserando, M'affaticavi in su le piume il fianco, Ad ogni or fortemente palpitando.
E dove io tristo ed affannato e stanco Gli occhi al sonno chiudea, come per febre Rotto e…
Oh come viva in mezzo alle tenebre Sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi La contemplavan sotto…
Oh come soavissimi diffusi Moti per l'ossa mi serpeano! oh come Mille nell'alma instabili, confusi
Pensieri si volgean! qual tra le chiome D'antica selva zefiro scorrendo, Un lungo, incerto mormorar ne prome.
E mentre io taccio, e mentre io non contendo, Che dicevi, o mio cor, che si partia Quella…
Il cuocer non più tosto io mi sentia Della vampa d'amor, che il venticello Che l'aleggiava, volossene via.
Senza sonno io giacca sul dì novello, E i destrier che dovean farmi deserto, Battean la zampa sotto…
Ed io timido e cheto ed inesperto, Vèr lo balcone al buio protendea L'orecchio avido e l'occhio indarno…
La voce ad ascoltar, se ne dovea Di quelle labbra uscir, ch'ultima fosse; La voce, ch'altro il cielo,…
Quante volte plebea voce percosse Il dubitoso orecchio, e un gel mi prese, E il core in forse…
E poi che finalmente mi discese La cara voce al core, e de' cavai E delle rote il…
Orbo rimaso allor, mi rannicchiai Palpitando nel letto e, chiusi gli occhi, Strinsi il cor con la mano,…
Poscia traendo i tremuli ginocchi Stupidamente per la muta stanza, Ch'altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi?
Amarissima allor la ricordanza Locommisi nel petto, e mi serrava Ad ogni voce il core, a ogni sembianza.
E lunga doglia il sen mi ricercava, Com'è quando a distesa Olimpo piove Malinconicamente e i campi lava.
Ned io ti conoscea, garzon di nove E nove Soli, in questo a pianger nato Quando facevi, amor,…
Quando in ispregio ogni piacer, nè grato M'era degli astri il riso, o dell'aurora Queta il silenzio, o…
Anche di gloria amor taceami allora Nel petto, cui scaldar tanto solea, Che di beltade amor vi fea…
Nè gli occhi ai noti studi io rivolgea, E quelli m'apparian vani per cui Vano ogni altro desir…
Deh come mai da me sì vario fui, E tanto amor mi tolse un altro amore? Deh quanto,…
Solo il mio cor piaceami, e col mio core In un perenne ragionar sepolto, Alla guardia seder del…
E l'occhio a terra chino o in sè raccolto, Di riscontrarsi fuggitivo e vago Nè in leggiadro soffria…
Che la illibata, la candida imago Turbare egli temea pinta nel seno, Come all'aure si turba onda di…
E quel di non aver goduto appieno Pentimento, che l'anima ci grava, E il piacer che passò cangia…
Per li fuggiti dì mi stimolava Tuttora il sen: che la vergogna il duro Suo morso in questo…
Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro Che voglia non m'entrò bassa nel petto, Ch'arsi di foco…
Vive quel foco ancor, vive l'affetto, Spira nel pensier mio la bella imago, Da cui, se non celeste,…
Giammai non ebbi, e sol di lei m'appago.
XI.
IL PASSERO SOLITARIO.
D'in su la vetta della torre antica, Passero solitario, alla campagna Cantando vai finchè non more il giorno;…
Oimè, quanto somiglia Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso, Della novella età dolce famiglia, E te…
Tu, solingo augellin, venuto a sera Del viver che daranno a te le stelle, Certo del tuo costume…
XII.
L'INFINITO.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.…
XIII.
LA SERA DEL DÌ DI FESTA.
Dolce e chiara è la notte e senza vento, E queta sovra i tetti e in mezzo agli…
XIV.
ALLA LUNA.
O graziosa luna, io mi rammento Che, or volge l'anno, sovra questo colle Io venia pien d'angoscia a…
XV.
IL SOGNO.
Era il mattino, e tra le chiuse imposte Per lo balcone insinuava il Sole Nella mia cieca stanza…
XVI.
LA VITA SOLITARIA.
La mattutina pioggia, allor che l'ale Battendo esulta nella chiusa stanza La gallinella, ed al balcon s'affaccia L'abitator…
Talor m'assido in solitaria parte, Sovra un rialto, al margine d'un lago Di taciturne piante incoronato. Ivi, quando…
Amore, amore, assai lungi volasti Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno, Anzi rovente. Con sua…
O cara luna, al cui tranquillo raggio Danzan le lepri nelle selve; e duolsi Alla mattina il cacciator,…
XVII.
CONSALVO.
Presso alla fin di sua dimora in terra, Giacea Consalvo; disdegnoso un tempo Del suo destino, or già…
Ma ruppe alfin la morte il nodo antico Alla sua lingua. Poichè certi i segni Sentendo di quel…
Stette sospesa e pensierosa in atto La bellissima donna; e fiso il guardo, Di mille vezzi sfavillante, in…
Che divenisti allor? quali appariro Vita, morte, sventura agli occhi tuoi, Fuggitivo Consalvo? Egli la mano. Ch'ancor tenea,…
O Elvira, Elvira, oh lui felice, oh sovra Gl'immortali beato, a cui tu schiuda Il sorriso d'amor! felice…
Or tu vivi beata, o il mondo abbella, Elvira mia, col tuo sembiante. Alcuno Non l'amerà quant'io l'amai.…
Tacque: nè molto andò, che a lui col suono Mancò lo spirto; e innanzi sera il primo Suo…
XVIII.
ALLA SUA DONNA.
Cara beltà che amore Lunge m'inspiri o nascondendo il viso, Fuor se nel sonno il core Ombra diva…
Viva mirarti omai Nulla spene m'avanza; S'allor non fosse, allor che ignudo e solo Per novo calle a…
Fra cotanto dolore Quanto all'umana età propose il fato, Se vera e quale il mio pensier ti pinge,…
Per le valli, ove suona Del faticoso agricoltore il canto, Ed io seggo e mi lagno Del giovanile…
Se dell'eterne idee L'una sei tu, cui di sensibil forma Sdegni l'eterno senno esser vestita, E fra caduche…
XIX.
AL CONTE CARLO PEPOLI.
Questo affannoso e travagliato sonno Che noi vita nomiam, come sopporti, Pèpoli mio? di che speranze il core…
Lui delle vesti e delle chiome il culto E degli atti e dei passi, e i vani studi…
Altri, quasi a fuggir vólto la trista Umana sorte, in cangiar terre e climi L'età spendendo, e mari…
Havvi chi le crudeli opre di marte Si elegge a passar l'ore, e nel fraterno Sangue la man…
Te più mite desio, cura più dolce Legge nel fior di gioventù, nel bello April degli anni, altrui…
In questo specolar gli ozi traendo Verrò: che conosciuto, ancor che tristo, Ha suoi diletti il vero. E…
XX.
IL RISORGIMENTO.
Credei ch'al tutto fossero In me, sul fior degli anni. Mancati i dolci affanni Della mia prima età:…
Quanto querele e lacrime Sparsi nel novo stato, Quando al mio cor gelato Prima il dolor mancò! Mancàr…
Piansi spogliata, esanime Fatta per me la vita; La terra inaridita. Chiusa in eterno gel; Deserto il dì;…
Pur di quel pianto origine Era l'antico affetto: Nell'intimo del petto Ancor viveva il cor. Chiedea l'usate immagini…
Fra poco in me quell'ultimo Dolore anco fu spento, E di più far lamento Valor non mi restò.…
Qual fui! quanto dissimile Da quel che tanto ardore, Che sì beato errore Nutrii nell'alma un dì! La…
Non all'autunno pallido In solitaria villa. La vespertina squilla. Il fuggitivo Sol.
Invan brillare il vespero Vidi per muto calle, Invan sonò la valle Del flebile usignol.
E voi, pupille tenere, Sguardi furtivi, erranti, Voi de' gentili amanti Primo, immortalo amor, Ed alla mano offertami…
D'ogni dolcezza vedovo, Tristo; ma non turbato, Ma placido il mio stato, Il volto era seren. Desiderato il…
Qual dell'età decrepita L'avanzo ignudo e vile, Io conducea l'aprile Degli anni miei così: Così quegl'ineffabili Giorni, o…
Chi dalla grave, immemore Quiete or mi ridesta! Che virtù nova è questa, Questa che sento in me!…
Siete pur voi quell'unica Luce de' giorni miei? Gli affetti ch'io perdei Nella novella età? Se al ciel,…
Meco ritorna a vivere La piaggia, il bosco, il monte; Parla al mio core il fonte, Meco favella…
Forse la speme, o povero Mio cor, ti volse un riso? Ahi della speme il viso Io non…
Non l'annullàr: non vinsela il fato e la sventura; Non con la vista impura L'infausta verità. Dalle mie…
Che non del ben sollecita Fu, ma dell'esser solo: Purché ci serbi al duolo, Or d'altro a lei…
Che ignora il tristo secolo Gl'ingegni e le virtudi; Che manca ai degni studi L'ignuda gloria ancor. E…
Nessuno ignoto ed intimo Affetto in voi non brilla: Non chiude una favilla Quel bianco petto in sè.…
Pur sento in me rivivere Gl'inganni aperti e noti; E de' suoi proprii moti Si maraviglia il sen.…
Mancano, il sento, all'anima Alta, gentile e pura, La sorte, la natura, Il mondo e la beltà. Ma…
XXI.
A SILVIA.
Silvia, rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale, Quando beltà splendea Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,…
Sonavan le quiete Stanze, e le vie dintorno, Al tuo perpetuo canto. Allor che all'opre femminili intenta Sedevi,…
Io gli studi leggiadri Talor lasciando e le sudate carte, Ove il tempo mio primo E di me…
Che pensieri soavi, Che speranze, che cori, o Silvia mia! Quale allor ci apparia La vita umana e…
Tu pria che l'erbe inaridisse il verno, Da chiuso morbo combattuta e vinta, Perivi, o tenerella. E non…
Anche peria fra poco La speranza mia dolce: agli anni miei Anche negaro i fati La giovanezza. Ahi…
XXII.
LE RICORDANZE.
Vaglie stelle dell'Orsa, io non credea Tornare ancor per uso a contemplarvi Sul paterno giardino scintillanti, E ragionar…
Nè mi diceva il cor che l'età verde Sarei dannato a consumare in questo Natio borgo selvaggio, intra…
Viene il vento recando il suon dell'ora Dalla torre del borgo. Era conforto Questo suon, mi rimembra, allo…
O speranze, speranze; ameni inganni Della mia prima età! sempre, parlando, Ritorno a voi; che por andar di…
E già nel primo giovanil tumulto Di contenti, d'angosce e di desio, Morte chiamai più volte, e lungamente…
Chi rimembrar vi può senza sospiri. O primo entrar di giovinezza, o giorni Vezzosi, inenarrabili, allor quando Al…
O Nerina! e di te forse non odo Questi luoghi parlar? caduta forse Dal mio pensier sei tu?…
XXIII.
CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA.[9]
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai. Silenziosa luna? Sorgi la sera, e vai, Contemplando i…
Vecchierel bianco, infermo, Mezzo vestito e scalzo, Con gravissimo fascio in su le spalle, Per montagna e per…
Nasce l'uomo a fatica, Ed è rischio di morte il nascimento. Prova pena e tormento Per prima cosa;…
Pur tu, solinga, eterna peregrina, Che sì pensosa sei, tu forse intendi, Questo viver terreno, Il patir nostro,…
O greggia mia che posi, oh te beata, Che la miseria tua, credo, non sai! Quanta invidia ti…
Forse s'avess'io l'ale Da volar su le nubi, E noverar le stelle ad una ad una, O come…
XXIV.
LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA.
Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete…
Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo a'…
O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir…
XXV.
IL SABATO DEL VILLAGGIO.
La donzelletta vien dalla campagna, In sul calar del sole, Col suo fascio dell'erba; e reca in mano…
Poi quando intorno è spenta ogni altra face, E tutto l'altro tace, Odi il martel picchiare, odi la…
Questo di sette è il più gradito giorno, Pien di speme e di gioia; Diman tristezza e noia…
Garzoncello scherzoso, Cotesta età fiorita È come un giorno d'allegrezza pieno, Giorno chiaro, sereno, Che precorre alla festa…
XXVI.
IL PENSIERO DOMINANTE.
Dolcissimo, possente Dominator di mia profonda mente; Terribile, ma caro Dono del ciel; consorte Ai lùgubri miei giorni,…
Di tua natura arcana Chi non favella? il suo poter fra noi Chi non sentì? Pur sempre Che…
Come solinga è fatta La mente mia d'allora Che tu quivi prendesti a far dimora! v. 15-52 Ratto…
Che divenute son, fuor di te solo, Tutte l'opre terrene, Tutta intera la vita al guardo mio! Che…
Come da' nudi sassi Dello scabro Apennino A un campo verde che lontan sorrida Volge gli occhi bramoso…
Quasi incredibil parmi Che la vita infelice e il mondo sciocco Già per gran tempo assai Senza te…
Giammai d'allor che in pria Questa vita che sia per prova intesi, Timor di morte non mi strinse…
Sempre i codardi, e l'alme Ingenerose, abbiette Ebbi in dispregio. Or punge ogni atto indegno Subito i sensi…
A quello onde tu movi, Quale affetto non cede? Anzi qual altro affetto Se non quell'uno intra i…
Pregio non ha, non ha ragion la vita Se non per lui, per lui ch' all'uomo è tutto;…
Per còr le gioie tue, dolce pensiero, Provar gli umani affanni, E sostener molt'anni Questa vita mortal, fu…
Che mondo mai, che nova Immensità, che paradiso è quello Là dove spesso il tuo stupendo incanto Parmi…
E tu per certo, o mio pensier, tu solo Vitale ai giorni miei, Cagion diletta d'infiniti affanni, Meco…
Da che ti vidi pria, Di qual mia seria cura ultimo obbietto Non fosti tu? quanto del giorno…
XXVII.
AMORE E MORTE.
Ὃν οἱ θεοὶ φιλοῦσιν, ἀποθνήσκει νέος. Muor giovane colui ch'al ciel è caro. Menandro.
Fratelli, a un tempo stesso, Amore o Morte Ingenerò la sorte. Cose quaggiù sì belle Altre il mondo…
Quando novellamente Nasce nel cor profondo Un amoroso affetto, Languido e stanco insiem con esso in petto Un…
Poi, quando tutto avvolge La formidabil possa, E fulmina nel cor l'invitta cura, Quante volte implorata Con desiderio…
Ai fervidi, ai felici, Agli animosi ingegni L'uno o l'altro di voi conceda il fato, Dolci signori, amici…
XXVIII.
A SE STESSO.
Or poserai per sempre. Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo, Ch' eterno io mi credei. Perì. Ben sento,…
XXIX.
ASPASIA.
Torna dinanzi al mio pensier talora Il tuo sembiante, Aspasia. O fuggitivo Per abitati lochi a me lampeggia…
Raggio divino al mio pensiero apparve, Donna, la tua beltà. Simile effetto Fan la bellezza e i musicali…
Nè tu fin or giammai quel che tu stessa Inspirasti alcun tempo al mio pensiero, Potesti, Aspasia, immaginar.…
Or ti vanta, che il puoi. Narra che sola Sei del tuo sesso a cui piegar sostenni L'altero…
XXX.
SOPRA UN BASSO RILIEVO ANTICO SEPOLCRALE, DOVE UNA GIOVANE MORTA È RAPPRESENTATA IN ATTO DI PARTIRE, ACCOMIATANDOSI DAI…
Dove vai? chi ti chiama Lunge dai cari tuoi, Bellissima donzella? Sola, peregrinando, il patrio tetto Sì per…
Asciutto il ciglio ed animosa in atto. Ma pur mesta sei tu. Grata la via O dispiacevol sia,…
Morte ti chiama; al cominciar del giorno L'ultimo istante. Al nido onde ti parti, Non tornerai. L'aspetto De'…
Mai non veder la luce Era, credo, il miglior. Ma nata, al tempo Che reina bellezza si dispiega…
Madre temuta e pianta Dal nascer già dell'animal famiglia, Natura, illaudabil maraviglia, Che per uccider partorisci e nutrì,…
Misera ovunque miri, Misera onde si volga, ove ricorra, Questa sensibil prole! Piacqueti che delusa Fosse ancor dalla…
Già se sventura è questo Morir che tu destini A tutti noi che senza colpa, ignari, Nè volontari…
XXXI.
SOPRA IL RITRATTO DI UNA BELLA DONNA SCOLPITO NEL MONUMENTO SEPOLCRALE DELLA MEDESIMA.
Tal fosti: or qui sotterra Polve e scheletro sei. Su l'ossa e il fango Immobilmente collocato invano, Muto,…
Così riduce il fato Qual sembianza fra noi parve più viva Immagine del ciel. Misterio eterno Dell'esser nostro.…
Desiderii infiniti E visioni altere Crea nel vago pensiere, Per naturai virtù, dotto concento; Onde per mar delizioso,…
Natura umana, or come, Se frale in tutto e vile, Se polve ed ombra sei, tant'alto senti? Se…
XXXII.
PALINODIA AL MARCHESE GINO CAPPONI.
Il sempre sospirar nulla rileva. PETRARCA.
Errai, candido Gino; assai gran tempo, E di gran lunga errai. Misera e vana Stimai la vita, e…
Aureo secolo omai volgono, o Gino, I fusi delle Parche. Ogni giornale, Gener vario di lingue e di…
Ghiande non ciberà certo la terra Però, se fame non la sforza: il duro Ferro non deporrà. Ben…
Queste lievi reliquie e questi segni Delle passate età, forza è che impressi Porti quella che sorge età…
Fortunati color che mentre io scrivo Miagolanti in su le braccia accoglie La levatrice! a cui veder s'aspetta…
Quale un fanciullo, con assidua cura, Di fogliolini e di fuscelli, in forma O di tempio o di…
Oh menti, oh senno, oh sovrumano acume Dell'età ch'or si volge! E che sicuro Filosofar, che sapienza, o…
Un già de' tuoi, lodato Gino; un franco Di poetar maestro, anzi di tutte Scienze ed arti e…
O salve, o segno salutare, o prima Luce della famosa età che sorge. Mira dinanzi a te come…
XXXIII.
IL TRAMONTO DELLA LUNA.
Quale in notte solinga. Sovra campagne inargentate ed acque. Là 've zefiro aleggia, E mille vaghi aspetti E…
Tal si dilegua, e tale Lascia l'età mortale La giovinezza. In fuga Van l'ombre e le sembianze Dei…
Troppo felice e lieta Nostra misera sorte Parve lassù, so il giovanile stato, Dove ogni ben di mille…
Voi, collinette e piagge. Caduto lo splendor che all'occidente Inargentava della notte il velo, Orfane ancor gran tempo…
XXXIV.
LA GINESTRA, O IL FIORE DEL DESERTO.
Καὶ ἠγάπησαν οἱ ἄνθρωποι μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς. E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che…
GIOVANNI, III,19
Qui su l'arida schiena Del formidabil monte. Sterminator Vesevo, La qual null'altro allegra arbor nè fiore. Tuoi cespi…
Qui mira e qui ti specchia, Secol superbo e sciocco. Che il calle insino allora Dal risorto pensier…
Uom di povero stato e membra inferme Che sia dell'alma generoso ed alto, Non chiama sè nè stima…
Sovente in queste rive, Che, desolate, a bruno Veste il flutto indurato, e par che ondeggi, Seggo la…
Come d'arbor cadendo un picciol pomo, Cui là nel tardo autunno Maturità senz'altra forza atterra, D'un popol di…
Ben mille ed ottocento Anni varcàr poi che sparirò, oppressi Dall'ignea forza, i popolati seggi. E il villanello…
E tu, lenta ginestra, Che di selve odorate Queste campagne dispogliate adorni. Anche tu presto alla crudel possanza…
XXXV.
IMITAZIONE.
Lungi dal proprio ramo. Povera foglia frale. Dove vai tu? Dal faggio Là dov'io nacqui, mi divise il…
XXXVI.
SCHERZO.
Quando fanciullo io venni A pormi con le Muse in disciplina, L'una di quelle mi pigliò per mano:…
FRAMMENTI.
XXXVII.
ALCETA.
Odi, Melisso: io vo' contarti un sogno Di questa notte, che mi torna a mente In riveder la…
MELISSO.
E ben hai che temer, chè agevol cosa Fòra cader la luna in sul tuo campo.
ALCETA.
Chi sa? non veggiam noi spesso di state Cader le stelle?
MELISSO.
Egli ci ha tante stelle, Che picciol danno è cader l'una o l'altra Di loro, e mille rimaner.…
XXXVIII.
Io qui vagando al limitare intorno, Invan la pioggia invoco e la tempesta. Acciò che la ritenga al…
Pure il vento muggìa nella foresta, E muggìa tra le nubi il tuono errante, Pria che l'aurora in…
O care nubi, o cielo, o terra, o piante. Parte la donna mia: pietà, se trova Pietà nel…
O turbine, or ti sveglia, or fate prova Di sommergermi, o nembi, insino a tanto Che il sole…
S'apre il ciel, cade il soffio, in ogni canto Posan l'erbe e le frondi, e m'abbarbaglia Le luci…
XXXIX.
Spento il diurno raggio in occidente, E queto il fumo delle ville, e queta De' cani era la…
Quand'ella, vòlta all'amorosa meta, Si ritrovò nel mezzo ad una landa Quanto foss'altra mai vezzosa e lieta.
Spandeva il suo chiaror per ogni banda La sorella del sole, e fea d'argento Gli arbori ch'a quel…
I ramuscelli ivan cantando al vento, E in un con l'usignol che sempre piagne Fra i tronchi un…
Limpido il mar da lungi, e le campagne E le foreste, e tutte ad una ad una Le…
In queta ombra giacea la valle bruna, E i collicelli intorno rivestia Del suo candor la rugiadosa luna.
Sola tenea la taciturna via La donna, e il vento che gli odori spande. Molle passar sul volto…
Se lieta fosse, è van che tu dimande: Piacer prendea di quella vista, e il bene Che il…
Come fuggiste, o belle ore serene! Dilettevol quaggiù null'altro dura, Nè si ferma giammai, se non la spene.
Ecco turbar la notte, e farsi oscura La sembianza del ciel, ch'era sì bella. E il piacer in…
Un nugol torbo, padre di procella, Sorgea di dietro ai monti, e crescea tanto. Che più non si…
Spiegarsi ella il vedea per ogni canto, E salir su per l'aria a poco a poco. E far…
Veniva il poco lume ognor più fioco; E intanto al bosco si destava il vento. Al bosco là…
E si fea più gagliardo ogni momento. Tal che a forza era desto e svolazzava Tra le frondi…
E la nube, crescendo, in giù calava Vèr la marina sì, che l'un suo lembo Toccava i monti,…
Già tutto a cieca oscuritade in grembo, S'incominciava udir fremer la pioggia, E il suon cresceva all'appressar del…
Dentro le nubi in paurosa foggia Guizzavan lampi, e la fean batter gli occhi; E n'era il terren…
Disciòr sentia la misera i ginocchi; E già muggiva il tuon simile al metro Di torrente che d'alto…
Talvolta ella ristava, e l'aer tetro Guardava sbigottita, e poi correa, Sì che i panni e le chiome…
E il duro vento col petto rompea, Che gocce fredde giù per l'aria nera In sul volto soffiando…
E il tuon venìale incontro come fera. Rugghiando orribilmente e senza posa; E cresceva la pioggia e la…
E d'ogni intorno era terribil cosa Il volar polve e fiondi e rami e sassi, E il suon…
Ella dal lampo affaticati e lassi Coprendo gli occhi, e stretti i panni al seno Già pur tra…
Ma nella vista ancor l'era il baleno Ardendo sì, ch'alfin dallo spavento Fermò l'andare, e il cor le…
E si rivolse indietro. E in quel momento Si spense il lampo, e tornò buio l'etra. Ed acchetossi…
Taceva il tutto; ed ella era di pietra.
XL.
DAL GRECO DI SIMONIDE.
Ogni mondano evento È di Giove in poter, di Giove, o figlio. Che giusta suo talento Ogni cosa…
XLI.
DELLO STESSO.
Umana cosa picciol tempo dura, E certissimo detto Disse il veglio di Chio, Conforme ebber natura Le foglie…