I promessi sposi - Capitolo VIII (Addio, monti...)

Alessandro Manzoni

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Lucia, segretamente, non avea potuto reprimere del tutto lo sgomento ch'era penetrato nel suo cuore; le parole di don Abbondio, che le facevano intravedere più vicino quel male ch'ella temeva, le avevano fatto apparir più chiaro e più prossimo il pensiero di quello che Doveva succedere; e però, benché riponesse ognora la sua fiducia in Dio, vari pensieri tristi e lagrimosi le formavano ora frequentemente un'ombra in mezzo all'anima.

La notte dopo la sua visita era venuto, come si è detto, il momento che Don Abbondio aveva fissato per la partenza; e la povera Lucia, che per tutta la giornata aveva potuto appena ritrovar la sua mente, trovò nelle ultime ore una più viva inquietudine. Ella avea voluto fare una preghiera particolare al Signore; e la sua preghiera, fatta con fervore di cuore e con lacrime, fu ch'egli volesse consolarla, non abbandonarla in quel periglio, e le rendesse forte la certezza di non peccare coll'obbedienza dovuta a chi la conduceva. Ma, come tante anime semplici e sincere, ella temeva quell'oscura violenza di cui era vicina a essere oggetto, e cercava in tutte le maniere di fortificarsi contro il disordine che poteva nascere nella sua coscienza.

Nella sua stanza, tutta solitaria, si rinchiuse per poco tempo a fare i suoi pacati pensieri; poi, sentendo avvicinarsi l'ora fissata, cominciò a prepararsi; e quando uscì, venne in mezzo alla piazza, e guardò verso i monti. L'aspetto della sua patria le si stese innanzi con quell'indefinibile malinconia che tocca il cuore umano quando si dà l'ultimo sguardo alle cose familiari. Ella osservò la strada, i campi, il villaggio, i luoghi dove avea passato i suoi giorni, e un singhiozzo le salì alla gola; e tutto quello che le occhi principiavano a vedere le parve raccontarle una storia di pace e di innocenza perdute.

Dall'altura vicina si spandeva un dolce profumo di erbe e di fiori; il vento, che veniva dal bosco, le portava il rumore lontano delle acque. Lucia ricordava come nella sua fanciullezza aveva corso per quei sentieri, come aveva giocato sui prati, come aveva pregato nella chiesuola, e come, sotto quei rami, avean promesso fede e amore gli amanti del paese. Ogni cosa le parve piena di memoria e di sacralità; e ella sentì come se dovesse additare a quel passato un addio sublime e doloroso.

Quand'ella si volse per rientrare, le parve che le fosse proibito ritornare là dentro come prima; e con cominciatasi un brivido, s'accostò ad una pietra, e sedette per raccogliere l'ultimo commiato. Quei monti, che si stendevano tranquilli e maestosi, le suggerirono un movimento di pietà, e le parole le vennero dal cuore spontanee, senza ch'ella se ne rendesse conto. "Addio, monti sorgenti dall'acque e inverditi dai fiori," diceva ella a bassa voce, e la voce le tremava.

"Addio, selve, per voi care e per voi si glorii il mio cuore di aver riposato sotto le vostre ombre; addio, prati e sponde, che udiste i sospiri miei innocenti; addio, case, dove la mia fanciullezza fu felice; addio, chiesa, dove pregai per la prima volta; addio, tutti i miei passatempi!" Queste parole, che la franchezza del senso e la purezza del sentimento trasformavano in preghiera, uscirono come un lamento soffice e commosso, che pareva rivolto al cielo più che alla terra.

Ella non sapeva quanto durasse quel pianto lieve; solo sentiva che ogni addio era come una ferita che s'apriva nel petto, e che a misura che la ricordanza passava per la mente, più profondo diventava il dolore. Ben le pareva che non si potesse più ritornare a quel tempo innocente; e che colla sua partenza una specie di mondo piccolo e gentile dovesse svanire per sempre. Le veniva alla memoria la voce dei vecchi, i consigli dei padri, i canti delle donne alla fontana, i giochi dei bambini: tutto un intimo e sacro insieme d'affetti che formavano una patria domestica.

Quando fu più raccolta e più composta, Lucia si alzò, e rientrò in casa; ma non poté entrare senza voltarsi un'altra volta e guardare colla più affettuosa inveterata memoria quei luoghi. Le lacrime le venivan agli occhi più per dolcezza che per amarezza; e in quel sentimento misticamente umano ella trovò la forza di presentare a Dio la sua fiducia, convincendosi che qualunque cammino le fosse toccato di percorrere, il Signore non l'abbandonerebbe.