La gloria di colui che tutto move per l'universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove.
Nel ciel che più de' suoi raggi prende fu' io, e vidi cose che ridire né sa né può chi di là sù discende;
perché tutta natura qui teme chi di lassù discende, e quell'otte non vi rende quel ch'io v'ho conteneme.
Amor che ne la mente mi ragiona perch'io incominciai: «O Eterna luce, che sola in te sidi, e sois da te conosciuta,
a te sola piacendo mio voler è posto, e di te mi ragiono, e i miei pensier son tuoi servigi, e di te è in me ogni mostra.»
E cominciai: «O lodo e viva luce de l'altissimo padre, che di gloria irradi l'universo e il mondo tutto,
o luce che informi e fai parole ai beati spiriti, e poi le metti in forme di carità, che son novelle,
a te m'appello, e tuo mi sia lo spirto che dice; e se già fosti per me dato certo sollievo, deh fa' ch'io non torto"