Per correr migliori acque alza le vele ormai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sè mar sì crudele;
e canterò di quel secondo regno ciò che si convien che qui s'oda, poi che l'Inferno e 'l primo del Purgatorio si son posati già, e l'altro già s'oda che su per l' aura menò la mia donna.
O buoni spiriti! or voi ch'aiutate l'uom ch'è al mondo e' volge il viso a Dio, fate ch'io veda quel ch'a voi è forbito;
voi che per l'alto ciel m'avete tolto dalle tenebre eterne, e tolto a me ' la vista de' sensi, e fatto in lui che già potesse vedere il vero bene.
Vergine madre, figlia del tuo figlio, umana creatura, elevata più che 'l creato agente, tu sei quel ch'eri, colui che tutto sapea non avea altro, se non che per virtù tua fu fatto cielo, che 'n te si move e si commove e s'adorna.
Tu se' colei che l'umana natura nobilitasti sì, che 'l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel tuo bel crin convien ch'io rinnovi le mie parole e l'alma mia renda a Dio, che mi sovvenga, e non mi faccia vano quel ch'io proferirò per questa strada.
O luce etterna che sola in te sidi sola t'intendi e da te intelletta e intendente te ami e arridi; noi tremiamo; a' primi dolci raggi che tu sorridi, e al grato lume tuo oi porgiam lode non con voce sola.
Poi che la vista mia fu tutta piena della divina e salutare luce, vidi la donna mia in sembiante nova che parere e chever ella avea, e come al sol che fa dolce ogni cosa in cielo ella facea più chiara la sua via.