Saul, Re d'Israele, entra in gran marcia con tutta la sua gente; militari, sacri, baroni, ancelle. Davide è condotto legato. Un coro di vecchi profeti e di dotti esposte la storia di Davide, e lodano Dio che gli ha dato virtù e bellezza, e preannunziano a Saul che Davide sarà nome che gli porterà gloria e supplizio.
Saul, accostandosi, presenta Davide come ostaggio degli Israeliti, e ne vanta la bellezza e le imprese; ma si mostra altresì sospettoso e geloso, e domanda consiglio ai suoi baroni su quel giovane. I baroni e i consiglieri, ammirando Davide, pregano il re di tenerlo a corte e di usarne onore per rafforzare il regno; alcuni, però, suggeriscono prudenza: un così giovane eroe può destare passioni pericolose.
Saul, parlando a Davide, gli domanda il perché della sua venuta e delle sue gesta; Davide, umile e modesto, narra la sua fede in Dio e le sue vittorie sui nemici della patria. Esso proclama la sottomissione al re e offre la propria spada per Israele; il popolo applaude, e Davide viene intanto onorato.
Ma la presenza di Davide suscita nella mente di Saul una nube di sospetto: egli teme che il popolare favore verso il giovane possa togliergli il trono; il suo animo, già turbato, si incrina. Una prima scena interiore mostra Saul lottare fra la ragione e la gelosia; ricorda le profezie e i presagi che gli augurano caduta e rovina.
Melan, consigliere e amico di Saul, tenta di consolare il re e di ridurlo a più miti pensieri: raccomanda di mostrare clemenza verso Davide e di usare la sua fama per rinsaldare il regno. Ma le parole di calma non sanano il cuore di Saul, che si lascia cogliere da un'ombra sempre più scura; la sua lingua s'irrigidisce in discorsi ambigui.
Il coro profetico ritorna e canta della Volontà divina, che innalza e abbassa i regnanti secondo i disegni di Dio; essi ricordano che la gloria umana è fragile e che chi commette violenza contro la sorte sfugge alla protezione divina. Questo canto aumenta il turbamento di Saul, che vede nella predizione una condanna personale.
Saul, in un ultimo impeto d'orgoglio e d'inquietudine, ordina che Davide sia tenuto vicino a corte e sempre sorvegliato; esprime parole di onore ma già intravede il giovane come un fantasma che minaccia la sua corona. Il primo atto si chiude con la scena in cui i due opposti destini — la giovinezza trionfante di Davide e la senile gelosia di Saul — si affrontano nell'ombra dell'avvenire.