Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici a tremebondi gabbiani e neri corvi; odo soltanto, in un accordo di foglie e d'acque, il mormorio della pioggia nel pineto.
Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di giallo, piove su i nostri volti che s'innamorano.
E la pioggia è sottile e leggera come una voce: su le foglie ruvide sembra un sussurro di canne lontane; su le gemme e sui germogli pare il tocco di dita. L'aria è piena di voci, e ogni foglia ha la sua parola nuova.
Ascolta. I tuoi occhi, profondi e chiari, sono due silenzi infranti dal tremito della luce. Le tue mani, intrecciate alle mie, raccolgono gocce come fossero perle. D'ogni ramo cade un canto minuto che si scioglie.
Il vento di ponente porta un odore di terra bagnata e di resina: è il respiro della foresta che si rinnova. I pini rispondono con un suono grave e continuo, come di corde che vibrano lontane.
Non parlare; ascolta come tutto parla: anche i tuoi respiri si mescolano al ritmo della pioggia; anche il corpo tuo ha il battito dell'acqua. Siamo dentro un coro che si distende e ci avvolge.
Sento il tuo passo lieve come il passo di una fanciulla sui muschi; e vedo, tra la fronda, lampi di luce che danzano: sono i riflessi delle gocce, cechi gioielli che pendono.
La pioggia accarezza il suolo, scorre nei solchi, e canta nei sassi. Gli insetti, come piccoli arpeggi, rispondono; e l'eco dei tuoni lontani sembra aggiungere una voce profonda al canto.
Lascia che la pioggia ci lavi fin nel cuore; lasciamo che il mondo si diluisca e ritorni puro. Qui, tra i pini, ogni cosa è un segreto che si dona: gli odori, i suoni, le membra del cielo che si disfano.
E quando smetterà la pioggia, e il sole tornerà a colpire le foglie, avremo raccolto nel silenzio una nuova lingua che parlerà di noi ogni volta che il vento si leverà.